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ESG e bilancio di sostenibilità: EFRAG trasmette alla Commissione UE il Work Programme 2026

EFRAG Work Programme 2026: ESG, ESRS e bilancio di sostenibilità

EFRAG ha trasmesso alla Commissione europea il Sustainability Reporting Work Programme 2026, documento che definisce le principali linee di attività in materia di rendicontazione di sostenibilità, ESRS, supporto alle imprese e digitalizzazione del reporting. Il programma è stato approvato dall’EFRAG Sustainability Reporting Board e si colloca nel quadro della CSRD, che richiede alla Commissione europea di consultare gli esperti degli Stati membri e il Parlamento europeo sul programma di lavoro.

 

Il documento conferma una fase di evoluzione del reporting ESG europeo orientata a tre direttrici principali: rendere gli standard più applicabili e proporzionati, sostenere le imprese nella fase di implementazione e rafforzare l’interoperabilità con gli standard internazionali. EFRAG sottolinea infatti l’esigenza di coniugare semplificazione, usabilità e riduzione degli oneri, salvaguardando al tempo stesso robustezza, comparabilità e qualità delle informazioni di sostenibilità.

 

Una delle priorità più rilevanti riguarda lo sviluppo degli N-ESRS, gli standard destinati ai gruppi extra-UE rientranti nell’ambito dell’art. 40a della CSRD. Il programma prevede la preparazione del parere tecnico di EFRAG alla Commissione europea, con consegna attesa entro la fine di gennaio 2027, secondo una tempistica ancora indicativa. È inoltre prevista una consultazione pubblica, con pubblicazione di un Exposure Draft, pianificata da metà luglio a metà ottobre 2026.

 

Il tema è strategico perché incide direttamente sull’allineamento tra mercato europeo e gruppi internazionali. La rendicontazione ESG non è più solo un adempimento interno all’Unione, ma diventa progressivamente un linguaggio comune per imprese, investitori, banche, filiere e stakeholder globali. Per i gruppi non UE che operano o generano volumi rilevanti nel mercato europeo, gli N-ESRS rappresenteranno un passaggio centrale per comprendere il perimetro degli obblighi informativi e il livello di raccordo con i framework internazionali.

 

Un secondo asse del Work Programme riguarda il rafforzamento dell’ecosistema PMI. EFRAG richiama il lavoro già avviato sullo standard volontario per le PMI non quotate, il VSME, pensato per offrire alle imprese di minori dimensioni una metodologia semplice e standardizzata per comunicare informazioni ESG. Il documento evidenzia che molte PMI, pur non essendo direttamente soggette agli obblighi CSRD, ricevono richieste di informazioni di sostenibilità da clienti, banche, investitori e altri stakeholder.

 

Da questo punto di vista, il reporting volontario non va letto come un mero esercizio reputazionale. Per molte imprese di filiera, la capacità di raccogliere e comunicare dati ESG in modo ordinato potrà incidere sull’accesso al credito, sulla partecipazione a catene di fornitura, sui rapporti con grandi clienti e sulla competitività nei mercati. Il Work Programme prevede, nella seconda metà del 2026, lo sviluppo di guide di supporto per l’applicazione proporzionata dello standard volontario e iniziative di monitoraggio sull’utilizzo del modello e del relativo template digitale.

 

Un terzo elemento centrale è l’interoperabilità. EFRAG prevede di proseguire il confronto con i principali framework internazionali, tra cui ISSB/SASB, GRI e GHG Protocol, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione del reporting e limitare il rischio di duplicazioni informative per le imprese europee. Questo aspetto è particolarmente rilevante per i gruppi multinazionali, che spesso devono gestire contemporaneamente richieste informative provenienti da ordinamenti, mercati finanziari e standard setter diversi.

 

Il programma dedica inoltre ampio spazio alla digitalizzazione del reporting ESG. EFRAG indica tra le attività prioritarie l’aggiornamento della tassonomia XBRL degli ESRS, la predisposizione di elenchi strutturati dei requisiti informativi in formato XLS e lo sviluppo dell’ESRS Knowledge Hub come piattaforma digitale di riferimento. La digitalizzazione viene descritta come un fattore abilitante per l’applicazione efficace degli ESRS e degli standard volontari.

 

Per le imprese, questo significa che la sostenibilità dovrà essere sempre più integrata nei sistemi informativi, nei processi di controllo interno, nei flussi di raccolta dati e nelle procedure di bilancio. Il reporting ESG non potrà essere gestito come attività separata o meramente narrativa, ma richiederà dati tracciabili, responsabilità organizzative chiare, presidi di qualità e strumenti digitali coerenti con le future esigenze di machine-readability.

 

Il Work Programme richiama anche l’esigenza di rafforzare il supporto applicativo alle imprese. Tra le possibili aree di intervento vi sono materiali di implementazione, contenuti formativi, strumenti educativi e approfondimenti sugli Anticipated Financial Effects, cioè sugli effetti finanziari attesi connessi a rischi, opportunità e impatti di sostenibilità. EFRAG prevede di sviluppare, per quanto possibile anche in coordinamento con l’ISSB, materiali di supporto su questo tema entro la fine del 2026.

 

La direzione è chiara: il 2026 sarà un anno di consolidamento e razionalizzazione del reporting di sostenibilità. Dopo la prima fase di applicazione degli ESRS, l’attenzione si sposta sulla qualità dell’implementazione, sulla proporzionalità, sul supporto alle PMI, sull’allineamento internazionale e sulla capacità dei dati ESG di essere digitalizzati, comparabili e utilizzabili.

 

Per imprese, organi amministrativi, funzioni finance, sustainability manager, revisori, internal audit e consulenti, il Work Programme EFRAG 2026 rappresenta quindi una mappa di lavoro concreta. Sarà necessario monitorare l’evoluzione degli standard, valutare l’impatto degli N-ESRS per i gruppi internazionali, rafforzare i processi interni di raccolta dati, prepararsi alla rendicontazione digitale e accompagnare le PMI in percorsi volontari ma sempre più rilevanti per il mercato.

 

In questa prospettiva, la sostenibilità entra definitivamente nel perimetro della governance aziendale e del bilancio. Non solo compliance ESG, ma sistema informativo, controllo interno, accesso alla finanza, relazione con il mercato e capacità dell’impresa di dimostrare, con dati affidabili, il proprio posizionamento rispetto ai fattori ambientali, sociali e di governance.

 

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