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ESRS semplificati: chiusa la consultazione UE sulle nuove regole di rendicontazione di sostenibilità

ESRS semplificati: chiusa la consultazione UE sulle nuove regole di rendicontazione di sostenibilità

Il 3 giugno 2026 si è chiusa la consultazione pubblica della Commissione europea sulle bozze dei nuovi European Sustainability Reporting Standards e sullo standard volontario di sostenibilità destinato alle imprese non soggette agli obblighi di rendicontazione CSRD.

 

Si tratta di un passaggio rilevante nel percorso di semplificazione della disciplina europea in materia di sostenibilità, avviato con il pacchetto Omnibus I e finalizzato a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, preservando al tempo stesso la qualità e l’utilità delle informazioni ESG.

 

Secondo la Commissione europea, le bozze dei nuovi ESRS prevedono una riduzione di oltre il 60% dei datapoint obbligatori e di oltre il 70% dei datapoint complessivi. La proposta mira inoltre a rendere gli standard più brevi, più chiari e più flessibili, semplificando anche il processo di valutazione di materialità, che rimane il presupposto centrale per individuare le informazioni da rendicontare.

 

La semplificazione degli standard non deve però essere letta come un arretramento del ruolo della sostenibilità nella governance aziendale.

 

Al contrario, il nuovo quadro conferma la necessità per le imprese di costruire processi ESG solidi, verificabili e integrati con il sistema dei controlli interni, con il bilancio e con la strategia aziendale. La riduzione degli adempimenti formali rende ancora più importante la qualità dei dati raccolti, la tracciabilità delle informazioni e la capacità degli organi di amministrazione e controllo di presidiare correttamente il processo di rendicontazione.

 

Un aspetto particolarmente significativo riguarda il cosiddetto value chain cap.

 

La Commissione europea ha chiarito che le imprese soggette alla CSRD non potranno richiedere ai partner della catena del valore con 1.000 dipendenti o meno informazioni di sostenibilità ulteriori rispetto a quelle previste dallo standard volontario, almeno nell’ambito degli obblighi di rendicontazione CSRD. L’obiettivo è limitare il cosiddetto effetto “trickle-down”, ossia il trasferimento indiretto di oneri informativi sulle imprese più piccole inserite nelle filiere di gruppi soggetti alla rendicontazione obbligatoria.

 

Lo standard volontario assume quindi una funzione strategica anche per le imprese non direttamente obbligate alla CSRD.

 

Per le PMI e per le imprese escluse dal perimetro di rendicontazione obbligatoria, dotarsi di un modello volontario di raccolta e comunicazione delle informazioni ESG può diventare uno strumento utile per rispondere in modo ordinato alle richieste di clienti, banche, investitori e grandi committenti, evitando approcci frammentari o documentazione non coerente.

 

Dal punto di vista operativo, le imprese dovranno monitorare l’evoluzione dell’iter europeo.

 

Le bozze oggetto di consultazione non sono ancora definitive. Dopo la chiusura della fase di feedback, la Commissione europea procederà all’adozione degli atti delegati, che saranno poi trasmessi al Parlamento europeo e al Consiglio per il periodo di scrutinio. Solo successivamente, e dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, le nuove regole potranno entrare in vigore.

 

Per le funzioni aziendali coinvolte, il tema non riguarda soltanto la compliance normativa.

 

La revisione degli ESRS impatta direttamente su governance societaria, controllo interno, bilancio, sostenibilità, gestione dei rischi, sistemi informativi e rapporti di filiera. In un contesto in cui il legislatore europeo punta a semplificare gli obblighi, le imprese sono chiamate a rafforzare metodo, responsabilità e affidabilità dei processi ESG.

 

La sfida, quindi, non sarà soltanto rendicontare meno.

 

Sarà rendicontare meglio, con informazioni più rilevanti, controllabili e realmente utili per comprendere il modo in cui sostenibilità, rischi e strategia aziendale si integrano nei processi decisionali.

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