Credito ai consumatori: le novità del D. Lgs. 212/2025 in vigore dal 10 gennaio 2026

Dal 10 gennaio 2026 è in vigore il D. Lgs. 31 dicembre 2025, n. 212, che recepisce nell’ordinamento italiano la Direttiva (UE) 2023/2225 (c.d. CCD2), riformando in modo organico la disciplina del credito ai consumatori contenuta nel Testo Unico Bancario.
L’intervento normativo rafforza in modo significativo la tutela del consumatore e incide direttamente sui processi di concessione del credito, sugli obblighi informativi e sulle modalità di valutazione del merito creditizio, con effetti rilevanti per banche, intermediari finanziari e operatori del credito.
Valutazione del merito creditizio: criteri più stringenti
Il decreto ridefinisce i presupposti della valutazione del merito creditizio, che deve essere svolta in modo approfondito, proporzionato e documentato, tenendo conto della situazione economica e finanziaria del consumatore e dei rischi connessi allo specifico contratto di credito.
È espressamente previsto che la valutazione non possa basarsi su categorie particolari di dati personali né su informazioni provenienti dai social network, in coerenza con i principi del Regolamento (UE) 2016/679.
Decisioni automatizzate e diritti del consumatore
Particolare attenzione è dedicata ai casi in cui la valutazione del merito creditizio sia fondata, anche solo in parte, su trattamenti automatizzati di dati personali.
In tali ipotesi, il consumatore ha diritto di:
- ottenere l’intervento umano;
- ricevere una spiegazione chiara e comprensibile della logica utilizzata;
- esprimere la propria opinione;
- chiedere il riesame della decisione di concessione o di rifiuto del credito.
In caso di rigetto della domanda, il finanziatore è tenuto a informare senza indugio il consumatore, indicando anche i diritti esercitabili.
Rafforzamento degli obblighi informativi
Il decreto interviene sugli obblighi informativi precontrattuali, precisando contenuti, tempistiche e modalità di fornitura delle informazioni, che devono consentire al consumatore una valutazione consapevole delle condizioni del credito.
È confermata la centralità del supporto cartaceo o di altro supporto durevole, nonché il diritto del consumatore a ricevere chiarimenti adeguati prima della conclusione del contratto.
Ruolo delle autorità di vigilanza
L’attuazione della riforma è affidata, per i profili applicativi, alla Banca d’Italia, in conformità alle deliberazioni del CICR, con l’obiettivo di assicurare uniformità, correttezza e coerenza nell’applicazione delle nuove disposizioni.
Il D. Lgs. 212/2025 impone dunque agli operatori del credito una revisione dei modelli organizzativi, delle procedure di valutazione e dei presidi di compliance, in un’ottica di maggiore responsabilità e tutela del consumatore.
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