Molestie di genere nei luoghi di lavoro: le nuove tutele introdotte dal Decreto-legge 159/2025

Con il Decreto-legge 159/2025, pubblicato a fine ottobre, il sistema italiano di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro compie un salto di qualità decisivo. Per la prima volta, la normativa riconosce espressamente che molestie, violenze e comportamenti ostili costituiscono un rischio lavorativo a tutti gli effetti, incidendo sulla dignità personale e sulla salute psicologica del lavoratore al pari dei rischi tradizionali.
L’intervento non si limita a un adeguamento formale del Testo unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008), ma ridefinisce l’approccio stesso alla prevenzione: non più solo protezione fisica, ma garanzia di un ambiente professionale improntato al rispetto, all’uguaglianza e alla tutela delle lavoratrici, con particolare attenzione ai fenomeni di natura di genere.
L’inserimento, all’interno dell’articolo 15 del Testo unico, dell’obbligo di programmare misure contro le condotte violente o moleste, estende il perimetro del DVR e richiede ai datori di lavoro l’adozione di strumenti concreti: procedure interne per la segnalazione, misure comportamentali chiare, valutazioni aggiornate dei rischi psicosociali e integrazione dei sistemi di welfare e ascolto. La prevenzione delle molestie diventa così parte integrante del sistema organizzativo e non più un tema confinato alla sola normativa antidiscriminatoria.
Il decreto interviene anche sul versante formativo, prevedendo l’obbligo di tracciabilità delle attività svolte da ciascun lavoratore all’interno del fascicolo elettronico e rafforzando i programmi di aggiornamento per lavoratori e RLS, incluse le micro e piccole imprese. Si tratta di un passaggio strategico: competenze documentate, percorsi formativi verificabili e interoperabilità dei sistemi permettono agli organi di vigilanza di monitorare con precisione l’effettiva applicazione delle misure di tutela.
Per sostenere questo cambio di paradigma, vengono stanziati finanziamenti strutturali tramite INAIL, destinati alla diffusione della cultura della sicurezza, a progetti formativi specifici e a iniziative rivolte soprattutto alle realtà aziendali di dimensioni minori. Parallelamente, il potenziamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro, dei Dipartimenti di prevenzione delle ASL e del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro mira a garantire controlli più capillari e tempestivi.
Sul piano operativo, imprese e pubbliche amministrazioni sono chiamate a un riassetto organizzativo significativo: aggiornamento del DVR, revisione delle procedure interne, integrazione con i piani di prevenzione delle discriminazioni, adeguamento dei sistemi di gestione della formazione e adozione di presidi per la segnalazione riservata. Il decreto prevede inoltre incentivi per i datori di lavoro che investono in politiche di sicurezza strutturate, attraverso meccanismi premianti legati all’andamento infortunistico.
L’intervento normativo segna, in definitiva, una fase nuova delle politiche di sicurezza: non solo contrasto agli infortuni ma protezione complessiva della persona, nel solco della Convenzione OIL n. 190. La tutela della salute diventa tutela della dignità, e la sicurezza assume una dimensione culturale oltre che tecnica. L’obiettivo è chiaro: costruire luoghi di lavoro liberi da violenza, discriminazioni e paure, trasformando i principi giuridici in strumenti operativi accessibili e verificabili.
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