Fondi Paritetici Interprofessionali: nuove Linee Guida del Ministero su funzionamento, vigilanza e utilizzo delle risorse

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato, con il Decreto direttoriale n. 227 dell’11 maggio 2026, le nuove Linee Guida in materia di attivazione, funzionamento e vigilanza dei Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua – Release maggio 2026.
Il provvedimento aggiorna e sostituisce integralmente le Linee Guida già adottate con il Decreto direttoriale n. 8 del 9 gennaio 2026, introducendo un quadro regolatorio più organico per il sistema dei Fondi Interprofessionali.
L’intervento assume particolare rilievo perché riguarda uno degli strumenti principali attraverso cui le imprese possono finanziare la formazione continua dei lavoratori, valorizzando le risorse derivanti dal contributo dello 0,30% e orientandole verso percorsi di aggiornamento, qualificazione e sviluppo delle competenze.
Le nuove Linee Guida confermano il ruolo dei Fondi come strumenti di politica attiva del lavoro, chiamati a sostenere la competitività delle imprese, la continuità occupazionale e la crescita professionale delle persone. La formazione viene quindi letta non solo come adempimento o opportunità finanziaria, ma come leva strategica per accompagnare le transizioni produttive, digitali, organizzative ed ecologiche.
Un primo profilo centrale riguarda la governance dei Fondi. Il documento rafforza le regole relative all’organizzazione statutaria, alla composizione degli organi, alla pariteticità tra organizzazioni datoriali e sindacali, alla rotazione degli incarichi e alla prevenzione dei conflitti di interesse.
I Fondi dovranno trasmettere al Ministero, entro il 1° ottobre 2026, lo Statuto aggiornato e il Regolamento generale di organizzazione, gestione, rendicontazione e controllo. Una volta approvati, tali documenti dovranno essere pubblicati nella sezione del sito internet del Fondo dedicata alla trasparenza.
Particolare attenzione è dedicata anche alla gestione delle risorse. Le Linee Guida distinguono tra attività di funzionamento e attività destinate al finanziamento e alla realizzazione dei piani formativi. Le risorse annualmente incassate, al netto delle spese di funzionamento, devono essere impiegate per finanziare i piani formativi attraverso le modalità previste dal documento.
In questo quadro vengono disciplinati il Conto individuale e il Conto collettivo. Il primo consente alle imprese aderenti di utilizzare direttamente le risorse maturate per finanziare le proprie attività formative. Il secondo opera invece su base solidaristica, attraverso Avvisi destinati a finanziare piani formativi relativi a specifiche tematiche, platee di lavoratori o ambiti di intervento.
Le Linee Guida intervengono inoltre sulle spese di funzionamento, fissando criteri e limiti di utilizzo delle risorse e prevedendo il rispetto di una soglia massima. In questa prospettiva viene introdotto e disciplinato anche il Fondo economie di gestione e rischi, destinato a presidiare eventuali superamenti delle soglie di funzionamento e ipotesi di spese non riconosciute in sede di vigilanza.
Rilevante è anche il capitolo dedicato alla mobilità tra Fondi. Il documento richiama le modalità di adesione, revoca e trasferimento delle risorse, prevedendo specifici adempimenti procedurali e informativi per garantire trasparenza, tracciabilità e corretta gestione delle quote trasferibili.
Un altro aspetto significativo riguarda la programmazione e realizzazione delle attività formative. Le Linee Guida richiedono che gli Avvisi indichino in modo chiaro obiettivi, tipologie di piani presentabili, ambiti di intervento, destinatari, soggetti coinvolti, criteri di accesso e modalità di rendicontazione.
Per la formazione erogata in modalità FAD, i Fondi dovranno verificare che le piattaforme utilizzate consentano l’identificazione di docenti e discenti, il rilevamento delle presenze e la produzione di report idonei a tracciare la partecipazione. Le attività a distanza dovranno inoltre rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali.
Il documento valorizza anche il tema della certificazione delle competenze, richiamando la necessità di assicurare, al termine dei percorsi di apprendimento, il rilascio di attestazioni coerenti con il quadro normativo vigente in materia di individuazione, validazione e certificazione delle competenze.
Sul piano dei controlli, le Linee Guida rafforzano il sistema di vigilanza ministeriale e prevedono verifiche sul modello organizzativo, gestionale, rendicontativo e di controllo adottato dai Fondi. I controlli riguardano sia le spese di funzionamento sia le spese sostenute per la realizzazione delle attività formative.
Di particolare rilievo è infine l’introduzione del SI-FP Fondi, il sistema informativo integrato di monitoraggio e vigilanza destinato a raccogliere i dati necessari alla verifica del funzionamento dei Fondi, alla conservazione delle attestazioni e allo svolgimento delle attività di controllo. Il conferimento dei dati è previsto come obbligatorio e assume quindi un ruolo essenziale nella nuova architettura di vigilanza.
Per imprese, enti attuatori e operatori della formazione, le nuove Linee Guida rappresentano un passaggio importante. La gestione della formazione finanziata diventa sempre più legata a criteri di trasparenza, qualità, tracciabilità, corretta rendicontazione e misurabilità degli interventi.
La formazione continua si conferma così una leva decisiva per sostenere le competenze, accompagnare i cambiamenti organizzativi e rendere più efficace l’investimento delle imprese sul capitale umano.
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