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AIFMD II: recepimento in Italia con il D.Lgs. 39/2026 – impatti su liquidità, FIA di credito e vigilanza

AIFMD II: recepimento in Italia con il D.Lgs. 39/2026 – impatti su liquidità, FIA di credito e vigilanza

AIFMD II: il nuovo assetto normativo per i gestori

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 marzo 2026, il Decreto legislativo 13 marzo 2026, n. 39 recepisce nell’ordinamento nazionale la Direttiva (UE) 2024/927, introducendo un insieme organico di modifiche alla disciplina della gestione collettiva del risparmio.

L’intervento incide direttamente sul Testo Unico della Finanza (D.Lgs. 58/1998), ridefinendo equilibri e responsabilità dei gestori in un contesto caratterizzato da crescente complessità operativa e integrazione europea.

 

Gestione della liquidità e stabilità del sistema

Uno degli assi portanti della riforma è rappresentato dal rafforzamento della gestione del rischio di liquidità, che assume una dimensione sempre più strategica. I gestori sono chiamati a dotarsi di strumenti adeguati, coerenti con le politiche di investimento e con le condizioni di rimborso dei fondi, in una logica di maggiore prevenzione delle tensioni finanziarie.

In questo quadro si inserisce anche il rafforzamento dei poteri di intervento delle autorità, in particolare della Banca d’Italia e della Consob, che possono adottare misure straordinarie, quali la sospensione o la limitazione delle operazioni sui fondi, qualora emergano rischi per gli investitori o per la stabilità del sistema.

 

FIA di credito: verso un modello regolato e strutturato

Una delle innovazioni più rilevanti riguarda l’introduzione di una disciplina specifica per i FIA che investono in crediti, che consente di inquadrare in modo sistematico un ambito finora caratterizzato da un elevato grado di eterogeneità.

Il legislatore interviene definendo le attività di concessione di finanziamenti e di acquisto crediti, introducendo limiti alle operazioni con soggetti correlati e imponendo obblighi di trasparenza nei confronti degli investitori. Particolarmente significativa è la previsione di meccanismi di retenzione del rischio, che impongono ai fondi di mantenere una quota delle esposizioni cedute, rafforzando così l’allineamento di interessi.

La possibilità di istituire FIA di credito in forma aperta, subordinata alla solidità dei sistemi di gestione della liquidità, rappresenta inoltre un’apertura importante, destinata a incidere sui modelli di business del settore.

 

Ampliamento delle attività delle SGR

Il decreto amplia in modo significativo il perimetro operativo delle SGR, consentendo loro di svolgere attività che avvicinano sempre più la gestione del risparmio al mondo del credito. Tra queste rientrano la gestione di crediti, anche deteriorati, la concessione di finanziamenti per conto dei fondi e lo svolgimento di attività connesse alla cartolarizzazione.

Questo ampliamento richiede un rafforzamento dei presidi organizzativi e una gestione più strutturata dei conflitti di interesse, soprattutto nei casi in cui le SGR operino anche nei confronti di soggetti terzi.

 

Vigilanza e coordinamento europeo

Il nuovo assetto normativo rafforza in modo significativo il sistema di vigilanza, introducendo obblighi più incisivi in materia di segnalazioni e favorendo una cooperazione più stretta tra autorità nazionali ed europee.

In questo contesto assume rilievo il coordinamento con organismi come l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), a conferma di un modello di supervisione sempre più integrato a livello dell’Unione.

 

Tempistiche e adeguamenti

Le disposizioni del decreto trovano applicazione a decorrere dal 16 aprile 2026, mentre alle autorità nazionali è affidato il compito di adottare le norme attuative entro il 16 ottobre 2026.

Per gli operatori si apre quindi una fase di adeguamento che richiederà interventi sui modelli organizzativi, sui sistemi di controllo e sulle politiche di gestione del rischio, con impatti che si estenderanno anche ai processi decisionali e alla governance.

 

Conclusioni

Il recepimento della AIFMD II segna un’evoluzione significativa della disciplina dei fondi di investimento, rafforzando i presidi di stabilità e trasparenza e introducendo nuove opportunità operative.

Il quadro che emerge è quello di un sistema più rigoroso, ma anche più maturo, nel quale la capacità di interpretare correttamente le nuove regole e di integrarle nei processi aziendali diventa un fattore competitivo decisivo.

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