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Recepimento Direttiva UE 2024/927: cosa cambia per FIA, gestione del rischio e TUF con il D.Lgs. 39/2026

Recepimento Direttiva UE 2024/927: cosa cambia per FIA, gestione del rischio e TUF con il D.Lgs. 39/2026

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del Decreto legislativo 13 marzo 2026 n. 39, il legislatore italiano ha completato il recepimento della direttiva (UE) 2024/927, introducendo un insieme articolato di modifiche al Testo Unico della Finanza.

L’intervento si inserisce nel più ampio processo europeo di rafforzamento dei mercati dei capitali e di progressiva integrazione delle regole applicabili ai gestori di fondi e agli intermediari finanziari, con un impatto diretto sull’operatività degli operatori e sui presidi di compliance.

 

Il decreto interviene su più livelli, ma presenta una direttrice chiara: ridefinire il ruolo dei fondi di investimento alternativi, ampliandone le possibilità operative e, al tempo stesso, rafforzando i controlli sui rischi e sulla trasparenza.

Uno degli ambiti più rilevanti riguarda la disciplina dei FIA che investono in crediti. Per la prima volta viene delineato in modo organico il perimetro dei cosiddetti fondi di credito, con una definizione puntuale delle attività di concessione di finanziamenti, inclusa l’acquisizione di crediti, e con l’introduzione di limiti specifici. Vengono previsti divieti di investimento nei confronti di soggetti collegati al gestore e obblighi di mantenimento di una quota di rischio nei casi di cessione dei crediti, in una logica di allineamento degli interessi e contenimento dei rischi sistemici.

 

Accanto a questo, il decreto rafforza significativamente i presidi in materia di gestione della liquidità e dei rischi, attribuendo alla Banca d’Italia il compito di definire requisiti più stringenti e strumenti operativi adeguati alla natura degli investimenti. L’obiettivo è garantire maggiore resilienza dei fondi, soprattutto in contesti di mercato caratterizzati da volatilità e tensioni finanziarie.

Ulteriore profilo centrale è rappresentato dall’ampliamento delle attività esercitabili dalle SGR, che possono ora svolgere, a determinate condizioni, attività di gestione e recupero crediti, concessione di finanziamenti e servizi connessi alle operazioni di cartolarizzazione. Si tratta di un’evoluzione che rafforza il ruolo dei gestori come attori sempre più integrati nel sistema finanziario.

 

Il decreto interviene anche sul piano della vigilanza e della cooperazione tra autorità, prevedendo un rafforzamento dei poteri della Banca d’Italia e della Consob e una più intensa interazione con le autorità europee, in particolare nell’ambito del sistema di supervisione finanziaria dell’Unione.

Non meno rilevanti sono le modifiche in materia di trasparenza e obblighi informativi, con l’estensione degli obblighi nei confronti degli investitori e una maggiore attenzione alla comunicazione dei costi e dei rischi connessi alle attività di investimento in crediti.

 

Le nuove disposizioni entrano in vigore il giorno successivo alla pubblicazione e trovano applicazione a decorrere dal 16 aprile 2026, con un successivo intervento attuativo demandato alle autorità di vigilanza entro ottobre 2026.

 

Nel complesso, il decreto rappresenta un passaggio significativo nell’evoluzione della disciplina dei mercati finanziari, segnando un punto di equilibrio tra apertura a nuove forme di finanziamento e rafforzamento dei presidi di stabilità e tutela degli investitori.

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