L’accordo UE-USA sulle riduzioni tariffarie e le prospettive per il commercio internazionale
Il recente Framework Agreement tra Unione Europea e Stati Uniti segna un passaggio cruciale nei rapporti economici transatlantici.
Si tratta di un accordo politico e programmatico, volto a riequilibrare le relazioni commerciali, riducendo dazi e barriere non tariffarie e introducendo nuove regole di cooperazione economica.
L’intesa, definita a fine luglio 2025 e formalizzata con la Joint Declaration del 21 agosto, mira a creare un contesto di scambi più equilibrato e competitivo, in risposta alle misure unilaterali adottate dal governo americano attraverso una serie di executive orders.
Le direttrici principali del Framework Agreement
Il documento congiunto UE–USA si articola su tre linee guida fondamentali:
- Riequilibrio delle relazioni commerciali, in un’ottica di reciprocità e parità di trattamento;
- Cooperazione esterna tra Unione Europea e Stati Uniti verso altri partner globali, con particolare attenzione alla Cina;
- Avvio di un processo di armonizzazione strutturale, che riguarda non solo i dazi ma anche settori strategici come energia, investimenti e trasporti.
Il tetto massimo del 15% per le merci di origine europea rappresenta una delle novità più significative sul piano tariffario.
Tale limite, collegato alla clausola della Most Favored Nation (MFN), garantisce che i prodotti europei beneficino del miglior trattamento tariffario riconosciuto dagli Stati Uniti.
Regole di origine e differenze di classificazione doganale
Uno dei punti tecnici più rilevanti riguarda la determinazione dell’origine delle merci.
L’accordo non rientra tra i tradizionali Free Trade Agreements, pertanto le regole d’origine non sono preferenziali ma basate sul principio della trasformazione sostanziale, che definisce la provenienza del bene in base alle sue componenti e lavorazioni principali.
Le differenze tra i sistemi doganali statunitense e unionale — sebbene entrambi fondati sul Harmonized System a sei cifre — richiedono grande attenzione nella classificazione dei prodotti, per evitare errori di applicazione delle tariffe o delle esenzioni.
Le proposte di regolamento UE e la risposta europea
L’Unione Europea ha già avviato il percorso di attuazione interna attraverso due proposte di regolamento, COM(2025)471 e COM(2025)472, che introducono:
- dazi pari a zero per un ampio elenco di beni industriali e agricoli;
- misure di salvaguardia che consentono alla Commissione Europea di sospendere i benefici tariffari in caso di inadempienza americana;
- la possibilità per le imprese di richiedere rimborsi dei dazi doganali corrisposti in eccesso.
L’impatto sulle imprese e la decisione della Corte americana
La recente decisione della U.S. Court of Appeals, oggi al vaglio della Corte Suprema, ha riacceso il dibattito sulla legittimità costituzionale degli executive orders presidenziali in materia di politica commerciale.
Una conferma della sentenza potrebbe ridisegnare profondamente l’assetto tariffario, generando incertezza per gli operatori.
In un contesto di elevata volatilità delle regole commerciali, le imprese devono prestare particolare attenzione alle clausole contrattuali di adeguamento prezzi e hardship, strumenti essenziali per tutelarsi rispetto a variazioni improvvise dei dazi o delle condizioni di mercato.
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