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Fondi comuni monetari: aggiornati gli scenari ESMA per le prove di stress

Fondi comuni monetari: aggiornati gli scenari ESMA per le prove di stress

La gestione del rischio nei fondi comuni monetari torna al centro dell’attenzione regolamentare.

 

Banca d’Italia riporta, in data 26 maggio 2026, gli Orientamenti ESMA sugli scenari delle prove di stress ai sensi del regolamento sui fondi comuni monetari, aggiornamento 2025, con indicazione della competenza Consob.

 

Si tratta di un aggiornamento tecnico, ma di notevole rilievo per gestori di OICR, funzioni di risk management, compliance, controlli interni e strutture coinvolte nella gestione dei rischi finanziari.

 

Gli Orientamenti ESMA si collocano nel quadro del Regolamento europeo sui Money Market Funds e riguardano gli scenari di stress test che i fondi comuni monetari e i relativi gestori devono considerare ai fini della valutazione della propria resilienza.

 

L’obiettivo è favorire un’applicazione comune, uniforme e coerente delle regole europee, attraverso parametri di riferimento condivisi per le prove di stress.

 

Gli scenari considerano diversi fattori di rischio, tra cui le variazioni del livello di liquidità degli attivi in portafoglio, il rischio di credito, i movimenti dei tassi di interesse e dei tassi di cambio, i livelli di rimborso da parte degli investitori, l’andamento degli spread e gli shock macroeconomici sistemici.

 

Il punto non riguarda soltanto la misurazione quantitativa del rischio.

 

Le prove di stress rappresentano infatti uno strumento essenziale per verificare la capacità dei fondi di fronteggiare condizioni di mercato avverse, tensioni sulla liquidità, richieste di rimborso significative e scenari macro-finanziari deteriorati.

 

Per gli operatori finanziari, l’aggiornamento conferma la crescente centralità dei presìdi di governance del rischio, della qualità dei dati, della documentazione dei processi e del coordinamento tra funzioni aziendali.

 

In un contesto caratterizzato da volatilità dei mercati, incertezza macroeconomica e attenzione regolamentare alla stabilità finanziaria, gli stress test non possono essere considerati un mero adempimento formale.

 

Essi costituiscono un indicatore della capacità dell’intermediario di integrare la gestione del rischio nei propri processi decisionali, nei controlli interni e nel dialogo con le Autorità di vigilanza.

 

Per le funzioni di compliance e internal audit, il tema assume quindi una rilevanza ulteriore: verificare che gli scenari adottati siano coerenti, documentati, aggiornati e integrati nei processi di monitoraggio del rischio.

 

L’aggiornamento degli Orientamenti ESMA sui fondi comuni monetari si inserisce così in una tendenza più ampia: il rafforzamento della resilienza del sistema finanziario attraverso regole, modelli e presìdi organizzativi capaci di anticipare gli effetti di shock di mercato e crisi di liquidità.

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