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Accessibilità dei servizi digitali: le Linee guida AGID per l’attuazione dell’European Accessibility Act

Accessibilità dei servizi digitali: le Linee guida AGID per l’attuazione dell’European Accessibility Act

L’Agenzia per l’Italia Digitale ha adottato le Linee guida sull’accessibilità dei servizi digitali, previste dal D.Lgs. n. 82/2022, il provvedimento con cui l’ordinamento italiano ha recepito la Direttiva (UE) 2019/882, nota come European Accessibility Act.

Il decreto legislativo è entrato in vigore il 16 luglio 2022, mentre le disposizioni operative hanno iniziato a produrre effetti dal 28 giugno 2025.
La normativa si inserisce nel più ampio processo europeo volto a rafforzare l’accessibilità dei prodotti e dei servizi digitali, con l’obiettivo di garantire una più ampia partecipazione delle persone con disabilità alla vita economica e sociale e, al tempo stesso, di favorire una maggiore armonizzazione delle regole nel mercato interno.

All’interno di questo quadro, il decreto attribuisce ad AGID il ruolo di Autorità di vigilanza sulla conformità dei servizi ai requisiti di accessibilità, con il compito di monitorare l’applicazione della disciplina e di supportare gli operatori nell’adeguamento ai nuovi obblighi.

 

Le Linee guida pubblicate dall’Agenzia rappresentano quindi uno strumento di natura operativa.
Il documento fornisce indicazioni tecniche e metodologiche utili ai fornitori di servizi per applicare correttamente i requisiti di accessibilità previsti dal decreto e per progettare servizi digitali effettivamente inclusivi.

L’ambito di applicazione della disciplina è particolarmente ampio e riguarda numerose categorie di servizi digitali, tra cui i servizi di comunicazione elettronica, i servizi che consentono l’accesso ai media audiovisivi, i servizi di trasporto passeggeri e i servizi di commercio elettronico.
Un ruolo rilevante è inoltre assunto dai servizi bancari destinati ai consumatori, per i quali il decreto prevede specifici obblighi di accessibilità.

 

La normativa si applica ai fornitori di tali servizi, con esclusione delle microimprese, e coinvolge diversi ambiti dell’operatività digitale delle imprese.
Nel settore finanziario, ad esempio, le disposizioni riguardano servizi quali i contratti di credito, i servizi di pagamento, i servizi collegati ai conti di pagamento, la moneta elettronica e alcune attività di investimento rivolte alla clientela retail.

 

Uno dei pilastri delle Linee guida è rappresentato dal richiamo ai principi fondamentali dell’accessibilità digitale, noti come principi POUR, che costituiscono il riferimento metodologico per la progettazione delle interfacce e dei servizi digitali.

Secondo tali principi, le informazioni e i componenti dell’interfaccia devono essere progettati in modo da risultare percepibili dagli utenti indipendentemente dalle loro capacità sensoriali.
I contenuti e le funzionalità dei servizi devono inoltre essere operabili, in modo da consentire a tutti gli utenti di interagire con gli strumenti digitali.
Le informazioni e il funzionamento delle interfacce devono essere comprensibili, attraverso istruzioni chiare e modalità di utilizzo intuitive.
Infine, i contenuti devono essere sufficientemente robusti da poter essere interpretati correttamente da una pluralità di strumenti e di tecnologie assistive.

 

Le Linee guida chiariscono anche gli obblighi che gravano sui fornitori di servizi, i quali sono chiamati a garantire la conformità ai requisiti di accessibilità previsti dall’allegato I del decreto.
Nel caso dei servizi bancari destinati ai consumatori, ciò significa, ad esempio, assicurare che i sistemi di identificazione degli utenti, le firme elettroniche, i meccanismi di sicurezza e i servizi di pagamento siano progettati in modo da risultare percepibili, utilizzabili e comprensibili anche da parte degli utenti che utilizzano tecnologie assistive.

 

Un ulteriore profilo riguarda la qualità e la comprensibilità delle informazioni fornite agli utenti.
Le Linee guida indicano che tali informazioni dovrebbero essere formulate in modo chiaro e accessibile, con un livello linguistico non superiore al livello B2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue.

 

Il documento pone inoltre particolare attenzione all’integrazione dei requisiti di accessibilità nei processi di progettazione dei servizi digitali.
AGID richiama infatti l’importanza di un approccio basato sui principi dell’accessibilità “by design” e “by default”, secondo cui i requisiti di accessibilità devono essere considerati fin dalle prime fasi di sviluppo dei servizi e non introdotti successivamente come interventi correttivi.

 

Le Linee guida affrontano anche il tema delle eccezioni all’applicazione dei requisiti di accessibilità.
In particolare, gli operatori economici possono non applicare alcune prescrizioni qualora l’adeguamento comporti una modifica sostanziale della natura del servizio oppure determini l’imposizione di un onere sproporzionato.
Il documento chiarisce i criteri per la valutazione di tale onere e individua la procedura che il fornitore deve seguire per effettuare e documentare la relativa valutazione.

 

Un’attenzione specifica è inoltre dedicata agli aspetti organizzativi.
AGID sottolinea l’opportunità che le imprese introducano all’interno della propria organizzazione presidi strutturati di monitoraggio dell’accessibilità dei servizi digitali.
In questa prospettiva, l’Agenzia suggerisce la presenza di una funzione di compliance incaricata di supervisionare i processi, le procedure e i flussi informativi connessi agli adempimenti in materia di accessibilità, analogamente a quanto già avviene in altri ambiti regolati, come quello bancario.

 

La pubblicazione delle Linee guida rappresenta quindi un passaggio significativo nel percorso di attuazione dell’European Accessibility Act in Italia.
Il documento contribuisce a chiarire il quadro applicativo della disciplina e a orientare le imprese verso modelli di progettazione dei servizi digitali che integrino in modo strutturale il principio dell’accessibilità.

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