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Prompting IA nella Pubblica Amministrazione: tra algoritmi, trasparenza e responsabilità

Prompting IA per le Pubbliche Amministrazioni

L’ingresso dell’intelligenza artificiale generativa nei processi della Pubblica Amministrazione sta modificando in profondità le modalità di formazione delle decisioni. In questo scenario, il prompting – ossia la formulazione delle istruzioni rivolte ai sistemi di IA – non rappresenta più una semplice abilità tecnica, ma diventa un elemento rilevante sotto il profilo giuridico e organizzativo.

Pur in assenza di una giurisprudenza specificamente dedicata al prompting, il quadro normativo e giurisprudenziale esistente consente già di delineare con chiarezza i principali vincoli e le responsabilità connesse al suo utilizzo.

 

Algoritmi e decisione amministrativa

Un primo riferimento imprescindibile è rappresentato dalla decisione del Consiglio di Stato n. 2270/2019.

La pronuncia ha chiarito che l’impiego di strumenti automatizzati è ammissibile, purché siano garantiti la comprensibilità del processo decisionale, la verificabilità dei risultati e la presenza di un controllo umano effettivo.

Applicando tali principi all’IA generativa, il prompting assume un ruolo centrale: esso incide direttamente sull’output e, quindi, sulla decisione. Ne deriva che il prompt diventa parte del percorso istruttorio e deve poter essere ricostruito e giustificato.

 

Trasparenza degli algoritmi

La sentenza del TAR Lazio n. 3769/2021 ha ribadito il diritto del cittadino a comprendere le modalità con cui una decisione viene assunta tramite strumenti algoritmici.

Nel caso dell’IA generativa, questo principio si estende anche alle istruzioni fornite al sistema. Il prompting diventa quindi un elemento potenzialmente accessibile, verificabile e contestabile, incidendo sulla legittimità dell’azione amministrativa.

 

Data protection e IA

I provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali hanno evidenziato i rischi legati all’uso dell’intelligenza artificiale, in particolare per quanto riguarda il trattamento dei dati personali.

Nel prompting, il rischio si manifesta già nella fase di input: l’inserimento di dati sensibili o riservati può determinare violazioni del Regolamento (UE) 2016/679, soprattutto in assenza di adeguate basi giuridiche e misure di controllo.

 

Decisioni automatizzate e GDPR

L’articolo 22 del Regolamento (UE) 2016/679 stabilisce il diritto a non essere sottoposti a decisioni completamente automatizzate.

Nel contesto dell’IA generativa, il rischio è quello di una automatizzazione sostanziale: quando l’amministrazione si limita a recepire l’output senza verifica critica, delegando di fatto la decisione.

Il prompting, in questo quadro, rappresenta uno degli strumenti attraverso cui mantenere il controllo umano sul processo.

 

AI Act: la prospettiva imminente

Con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/1689, si rafforza ulteriormente il quadro degli obblighi.

Il regolamento introduce requisiti di tracciabilità, documentazione e gestione del rischio, rendendo necessario dimostrare come i sistemi di IA vengono utilizzati. Anche il prompting rientra in questa logica, come elemento che contribuisce a determinare il funzionamento concreto del sistema.

 

Conclusioni

Il quadro che emerge è chiaro: anche in assenza di norme specifiche, il prompting IA nella Pubblica Amministrazione è già oggi soggetto a principi giuridici stringenti.

Non è una semplice tecnica operativa, ma un elemento che incide sulla decisione, sulla trasparenza e sulla protezione dei dati. Governarlo significa presidiare un nuovo livello di responsabilità amministrativa.

In questo contesto, diventa essenziale sviluppare competenze e modelli operativi adeguati.

Per approfondire questi profili in chiave pratica, Paradigma Srl ha in programma il 15 maggio un evento formativo dedicato al Prompting IA per le Pubbliche Amministrazioni, con l’obiettivo di analizzare rischi, regole e modalità di utilizzo corretto degli strumenti di intelligenza artificiale nei processi amministrativi.

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