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Adeguamento del TUF alle nuove norme UE: pubblicato il D.Lgs. 28/2026

Adeguamento del TUF alle nuove norme UE: pubblicato il D.Lgs. 28/2026

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 2026 il Decreto legislativo 9 febbraio 2026, n. 28, che adegua il Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (TUF) alle più recenti evoluzioni della normativa europea sui mercati finanziari.

Il provvedimento coordina l’ordinamento italiano con diversi regolamenti e direttive dell’Unione europea riguardanti le infrastrutture di mercato, la trasparenza delle negoziazioni, le controparti centrali e l’accesso ai dati finanziari. Il decreto introduce inoltre alcune disposizioni integrative e correttive della disciplina relativa alla rendicontazione paese per paese delle imposte (CbCR).

L’intervento normativo si inserisce nel più ampio processo di integrazione dei mercati finanziari europei e di rafforzamento della Capital Markets Union.

 

I principali atti europei coinvolti

Il decreto adegua il TUF a una serie di importanti atti normativi europei.

Tra questi figura il Regolamento (UE) 2023/2845 (CSDR Refit), che modifica la disciplina dei depositari centrali di titoli con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei mercati di regolamento e ridurre gli oneri normativi per gli operatori.

Rilevante è anche il Regolamento (UE) 2024/2987 (EMIR 3.0), volto a rafforzare la stabilità finanziaria dell’Unione e a ridurre la dipendenza dalle controparti centrali di paesi terzi, introducendo tra l’altro l’obbligo per alcuni operatori di detenere un conto attivo presso una CCP dell’UE.

Il provvedimento recepisce inoltre le modifiche introdotte alla disciplina MiFID II e MiFIR dalla Direttiva (UE) 2024/790 e dal Regolamento (UE) 2024/791, che mirano ad aumentare la trasparenza delle negoziazioni e a rendere più facilmente disponibili i dati di mercato consolidati a livello europeo.

Tra le novità rientra anche l’introduzione della disciplina relativa alle obbligazioni verdi europee (European Green Bond), con l’individuazione della Consob quale autorità competente per la vigilanza sugli emittenti e sugli obblighi informativi previsti dal regolamento europeo.

Infine, il decreto recepisce la Direttiva (UE) 2023/2864, che introduce il punto di accesso unico europeo alle informazioni finanziarie (ESAP), destinato a fornire un accesso centralizzato ai dati pubblici relativi ai mercati dei capitali, ai servizi finanziari e alla sostenibilità.

 

Le principali modifiche al TUF

Il decreto legislativo interviene su numerose disposizioni del TUF per allineare il sistema nazionale al nuovo quadro regolatorio europeo.

Tra gli interventi più rilevanti vi è la modifica dell’articolo 90-ter TUF, che ridefinisce le competenze delle autorità nazionali nei rapporti di accesso tra sedi di negoziazione, depositari centrali e controparti centrali.

La norma attribuisce alla Consob, d’intesa con la Banca d’Italia, il potere di ricevere reclami e di ordinare l’accesso ai servizi tra infrastrutture di mercato, rafforzando il coordinamento tra le autorità di vigilanza.

Il decreto introduce inoltre nuove disposizioni in materia di vigilanza sui depositari centrali di titoli, rafforza i poteri delle autorità nazionali sulle controparti centrali e aggiorna la disciplina della trasparenza delle negoziazioni e dei dati di mercato.

 

Impatti per operatori e intermediari

Le modifiche introdotte dal D.Lgs. 28/2026 rappresentano un ulteriore passo verso l’integrazione dei mercati finanziari europei.

Per emittenti, intermediari e operatori delle infrastrutture di mercato il nuovo quadro normativo comporta importanti adeguamenti sul piano della compliance, della trasparenza informativa e della gestione dei dati di mercato, in linea con gli obiettivi di rafforzamento della stabilità finanziaria e della competitività dei mercati europei.

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