Trasparenza amministrativa: come cambiano gli obblighi di pubblicazione dopo gli ultimi interventi ANAC

Negli ultimi mesi, il sistema della trasparenza amministrativa sta attraversando una fase di progressivo affinamento: non solo ampliamento degli obblighi informativi, ma anche razionalizzazione dei dati pubblicati, attenzione alla qualità delle informazioni e maggiore equilibrio con le esigenze di protezione dei dati personali.
In questo quadro si collocano le recenti deliberazioni ANAC del dicembre 2025, che incidono in modo concreto sull’assetto degli schemi di pubblicazione previsti dal d.lgs. n. 33/2013.
1. Perché ANAC interviene di nuovo sugli schemi di pubblicazione
La revisione degli schemi non nasce da un mero aggiornamento formale, ma risponde a tre esigenze di fondo:
- rendere i dati pubblicati più comprensibili e comparabili;
- ridurre ridondanze informative non funzionali alle finalità di controllo diffuso;
- rafforzare la coerenza con la disciplina in materia di protezione dei dati personali.
Le delibere approvate nel dicembre 2025 si muovono precisamente lungo questa direttrice.
2. Gli schemi “obbligatori”: cosa cambia in concreto dal 2026
Un primo gruppo di interventi riguarda schemi già in uso, destinati però a entrare in una nuova fase applicativa.
Sotto il profilo operativo:
- lo schema sui pagamenti viene riorganizzato per chiarire chi siano i beneficiari e come debbano essere lette le diverse voci di spesa;
- lo schema sui controlli viene alleggerito, limitando la diffusione di dati non essenziali e rafforzando l’attenzione ai profili privacy.
L’elemento di maggiore rilievo non è tanto la singola modifica, quanto il fatto che gli schemi aggiornati diventano obbligatori a partire dal 22 gennaio 2026, imponendo agli enti una verifica tempestiva delle modalità di pubblicazione già adottate.
3. La sperimentazione come nuovo metodo regolatorio
Accanto agli schemi obbligatori, ANAC introduce una logica diversa: quella della sperimentazione guidata.
Cinque nuovi schemi di pubblicazione, riferiti ad ambiti particolarmente sensibili (incarichi, tempi di pagamento, sanità), vengono messi a disposizione senza immediato obbligo di recepimento.
Questo approccio consente agli enti di:
- valutare la pertinenza degli schemi rispetto al proprio contesto;
- testare nuove modalità di organizzazione delle informazioni;
- anticipare possibili futuri obblighi, riducendo l’impatto di successivi interventi normativi.
4. Impatti organizzativi per enti e società pubbliche
Le novità introdotte non si esauriscono in un aggiornamento della sezione “Amministrazione trasparente”.
Sul piano organizzativo, gli enti sono chiamati a:
- rivedere i flussi interni di produzione del dato;
- coordinare funzioni diverse (trasparenza, privacy, contabilità, controllo);
- verificare la coerenza tra schemi ANAC, sistemi informativi e processi decisionali.
In questo senso, la trasparenza si conferma come funzione trasversale, sempre più integrata nei modelli di governance pubblica.
5. Verso una trasparenza più selettiva e di qualità
Nel loro complesso, le delibere di dicembre 2025 segnano un passaggio significativo: dalla logica dell’“accumulo informativo” a quella della trasparenza selettiva, orientata alla qualità del dato e alla sua effettiva utilità per cittadini, operatori e organi di controllo.
Un cambiamento che richiede agli enti non solo adeguamenti tecnici, ma anche una riflessione strategica sul ruolo della trasparenza all’interno dei processi amministrativi.
Questi e altri temi verranno approfonditi nel nostro webinar su Anticorruzione e Trasparenza in programma per il prossimo 20 gennaio.
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