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Tax control framework: nuove istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’Organismo Italiano di Contabilità

Tax control framework: nuove istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’Organismo Italiano di Contabilità

Con il provvedimento n. 33973 del 28 gennaio 2026 l’Agenzia delle Entrate ha approvato ulteriori istruzioni che integrano le Linee guida in materia di gestione del rischio fiscale per le imprese che aderiscono al regime di adempimento collaborativo.
Le nuove indicazioni si inseriscono nel quadro del tax control framework, quale sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale richiesto ai contribuenti che intendono accedere o permanere nel regime.

 

Le Linee guida di riferimento erano state approvate con i precedenti provvedimenti n. 5320/2025 e n. 321934/2025 e sono rivolte alle imprese che necessitano della certificazione del proprio sistema di controllo del rischio fiscale.
Il regime dell’adempimento collaborativo, introdotto nel 2015 e successivamente rafforzato dal D. Lgs. 221/2023, è destinato ai contribuenti dotati di assetti organizzativi idonei a presidiare in modo strutturato il rischio fiscale.
Tale regime consente di instaurare un dialogo preventivo e costante con l’amministrazione finanziaria, finalizzato alla gestione anticipata delle questioni fiscali più complesse o caratterizzate da profili di incertezza interpretativa.

 

Il documento approvato nel gennaio 2026 è il risultato dell’attività svolta nell’ambito di un tavolo tecnico congiunto, composto da rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate e dell’Organismo Italiano di Contabilità.
Le nuove istruzioni forniscono indicazioni operative con riferimento a specifiche fattispecie che presentano profili di rilievo sia contabile sia fiscale nell’ambito del tax control framework.
Una prima casistica riguarda la possibilità di retrodatare una Business Combination Under Common Control in ambito IFRS, con riferimento alla fusione tra società sorelle appartenenti da tempo al medesimo gruppo ma prive di un rapporto partecipativo diretto.

 

L’operazione, realizzata nel corso di un determinato esercizio con finalità riorganizzative, pone questioni rilevanti in termini di rappresentazione contabile e di riflessi fiscali, che assumono particolare importanza nel contesto di un sistema di controllo del rischio fiscale certificato.
La seconda casistica esaminata concerne il trattamento contabile e fiscale dei piani di stock option o grant per i soggetti che applicano i principi contabili nazionali.
In tale ambito viene considerata la posizione di una società che intende definire una propria politica contabile, ai sensi dell’OIC 11, per la contabilizzazione dei piani di assegnazione di azioni o di opzioni su azioni a dipendenti o amministratori.

 

La disciplina è analizzata anche alla luce dei riferimenti civilistici applicabili e del richiamo ai criteri contenuti nel principio contabile internazionale IFRS 2 in materia di share-based payment.
Nell’ambito della collaborazione istituzionale, l’Organismo Italiano di Contabilità è responsabile esclusivamente dei profili contabili delle schede operative, mentre l’Agenzia delle Entrate cura gli aspetti fiscali delle fattispecie analizzate.

Le nuove istruzioni rafforzano il coordinamento tra profili contabili e fiscali e assumono rilievo diretto per le imprese che adottano o intendono adottare un tax compliance model strutturato nell’ambito dell’adempimento collaborativo.

 

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