Omnibus I: slittano gli obblighi di rendicontazione per alcune imprese con la pubblicazione del Regolamento UE 2025/1416

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 10 novembre 2025 del Regolamento delegato (UE) 2025/1416, diventa operativo uno dei principali interventi del pacchetto Omnibus I: il rinvio dei termini di applicazione di parte degli obblighi di informativa sulla sostenibilità previsti dagli standard ESRS.
Il provvedimento modifica il Regolamento delegato (UE) 2023/2772 e ricalibra il calendario degli adempimenti per alcune categorie di imprese, in un quadro normativo in rapido aggiornamento.
Un quadro europeo in evoluzione
Gli obblighi di rendicontazione derivano dalla Direttiva (UE) 2022/2464 (CSRD), che ha profondamente rivisto la Direttiva 2013/34/UE ampliando il perimetro delle imprese tenute a comunicare informazioni sulla sostenibilità.
La disciplina attuativa consente, nei primi anni di applicazione, l’utilizzo di esenzioni parziali secondo quanto previsto dall’allegato I – ESRS 1, appendice C del Regolamento delegato 2023/2772.
Nel febbraio 2025 la Commissione europea ha inoltre presentato il pacchetto Omnibus I, volto a semplificare e ridurre il carico degli adempimenti, proponendo una revisione coordinata di quattro direttive e un restringimento del numero delle imprese soggette agli obblighi: solo le imprese con oltre 1.000 dipendenti continuerebbero a dover redigere la dichiarazione di sostenibilità.
Le scadenze e il rinvio degli obblighi
Il pacchetto introduce anche una modifica dell’articolo 5 della CSRD, con la quale si propone di posticipare le date di prima applicazione per le imprese che dovrebbero iniziare a comunicare informazioni negli esercizi 2025 e 2026.
La proposta è stata recepita nella Direttiva (UE) 2025/794, entrata in vigore il 17 aprile 2025, ma senza incidere sulle scadenze che riguardano i soggetti obbligati già dall’esercizio 2024, poiché la definizione del nuovo perimetro è ancora oggetto del processo legislativo.
Le imprese già obbligate dal 2024: il problema della gradualità
Le imprese che devono rendicontare già sul bilancio 2024 continuano a essere soggette alla graduale introduzione di nuovi obblighi tra 2025 e 2026.
Una criticità rilevante riguarda le imprese con più di 750 dipendenti, che non beneficiavano delle esenzioni transitorie riconosciute ad altre categorie.
Da qui due considerazioni emerse durante l’analisi del pacchetto Omnibus I:
- imporre nuovi adempimenti a imprese che potrebbero non essere più soggette alla rendicontazione con la futura riforma rischierebbe di essere incoerente;
- non riconoscere alle imprese sopra i 750 dipendenti lo stesso regime transitorio contrasterebbe con l’obiettivo di semplificazione.
Il tema diventa particolarmente rilevante per gli obblighi collegati agli standard più complessi: ESRS E4 (biodiversità), ESRS S2 (lavoratori della catena del valore), ESRS S3 (comunità interessate) ed ESRS S4 (consumatori e utilizzatori finali).
L’allineamento degli obblighi: modifiche agli ESRS
Per assicurare coerenza regolatoria, il nuovo Regolamento introduce un correttivo: tutte le imprese che usufruiscono delle esenzioni temporanee, incluse quelle con oltre 750 dipendenti, devono applicare l’ESRS 2, par. 17.
Contestualmente:
- viene aggiornato il calendario dell’ESRS 1, appendice C;
- viene modificato l’ESRS 2, par. 17 del Regolamento delegato 2023/2772.
In questo modo viene uniformato il regime transitorio, eliminando le differenze tra categorie di imprese.
Entrata in vigore e applicazione
Il Regolamento delegato (UE) 2025/1416 entra in vigore tre giorni dopo la pubblicazione in GU UE e si applica agli esercizi con inizio successivo al 1° gennaio 2025, consentendo alle imprese interessate di adeguarsi tempestivamente ai nuovi termini.
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