PIAO: nuove indicazioni ANAC per la sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza”

Con la delibera del 30 luglio 2025, adottata a seguito dell’adunanza del Consiglio del 23 luglio, l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha diffuso ulteriori indicazioni per la definizione della sottosezione 2.3 del PIAO, dedicata a “Rischi corruttivi e trasparenza”. L’intervento mira a rafforzare il ruolo di questa parte del Piano, che non deve essere intesa soltanto come uno strumento di prevenzione ma come una leva strategica per la creazione di valore pubblico, in grado di accrescere l’integrità amministrativa e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Un punto di particolare rilievo riguarda il coordinamento tra questa sottosezione e le altre aree del PIAO. L’ANAC richiama infatti la necessità di integrare pienamente le misure di prevenzione della corruzione con quelle che riguardano il ciclo della performance, la gestione del personale, i piani di digitalizzazione e le attività di comunicazione, così da garantire coerenza e visione unitaria. In questo processo il ruolo del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza si conferma centrale, ma deve essere sostenuto da un dialogo costante con i responsabili delle altre sezioni del Piano.
Le nuove indicazioni ribadiscono anche l’importanza di una gestione del rischio corruttivo fondata su un percorso strutturato, che parte dall’identificazione e dall’analisi delle aree di esposizione, prosegue con la misurazione e il trattamento delle criticità individuate e si completa con il monitoraggio dei risultati. Non si tratta di un adempimento meramente formale, ma di un processo che deve tradursi in misure concrete, proporzionate e soprattutto verificabili.
Un altro aspetto evidenziato dall’Autorità riguarda la programmazione della trasparenza. Le amministrazioni sono invitate a indicare con chiarezza i dati che devono essere pubblicati e i relativi flussi informativi, così da garantire certezza e continuità nell’adempimento degli obblighi. Trasparenza, in questa prospettiva, non è solo esposizione di dati, ma elemento sostanziale di accountability e di qualità dell’azione amministrativa.
Le linee guida insistono anche sulla necessità di aprire il processo alla partecipazione di cittadini, imprese e utenti. Coinvolgere gli stakeholder, sia nella fase di pianificazione sia in quella di monitoraggio, significa rafforzare la responsabilità condivisa e dare concretezza al principio di valore pubblico.
Per agevolare la redazione della sottosezione, ANAC suggerisce infine l’adozione di strumenti operativi come un allegato unico che raccolga in maniera ordinata la mappatura dei rischi, le misure adottate e le tabelle sulla trasparenza. Viene inoltre proposta una checklist di autovalutazione, composta da dodici domande guida, utile per verificare chiarezza, coerenza e completezza dei contenuti.
Le nuove indicazioni si pongono in continuità con il PNA 2019 e anticipano i contenuti del Piano Nazionale Anticorruzione 2025, di cui costituiranno parte integrante. Le amministrazioni sono quindi chiamate a utilizzare questo quadro metodologico già nella redazione dei prossimi PIAO, con l’obiettivo di rendere sempre più chiare e coordinate le strategie di prevenzione della corruzione e di trasparenza, in un’ottica non solo di rispetto degli obblighi ma soprattutto di generazione di valore pubblico.
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