Conferenza dei servizi: dal Consiglio di Stato chiarimenti sull’annullamento in autotutela

Con la sentenza n. 5525/2025 (Sezione IV), il Consiglio di Stato ha affrontato dei punti cruciali in materia di determinazione conclusiva della conferenza dei servizi e annullamento in autotutela da parte dell’Amministrazione procedente.
I riferimenti normativi richiamati: Legge 241/1990 e DPR 160/2010
Il giudice amministrativo ha fatto applicazione dell’art. 14-quater, comma 2, primo periodo, della Legge n. 241/1990, richiamato a sua volta dall’art. 7 del d.P.R. n. 160/2010.
Tale disposizione, che disciplina la semplificazione e il riordino del procedimento SUAP (sportello unico per le attività produttive), prevede anche come possa esercitarsi l’autotutela sulla determinazione già assunta.
In particolare, si prevede che le amministrazioni i cui atti sono stati sostituiti dalla determinazione conclusiva motivata possano chiedere l’annullamento in autotutela, previa indizione di una nuova conferenza.
L’annullamento in autotutela non richiede la revoca degli atti sostituiti
Il Consiglio di Stato ha ribadito che l’annullamento in autotutela della determinazione conclusiva non richiede il previo annullamento di tutti gli atti (nel caso oggetto della controversia in questione, il permesso di costruire), in quanto sostituiti dalla determinazione finale.
Ciò deriva dal rapporto tra autorizzazione unica e atti endoprocedimentali, rilevante per le amministrazioni coinvolte in procedimenti complessi.
Assenza delle amministrazioni: quando equivale ad assenso
Ulteriore punto rilevante riguarda il comportamento delle amministrazioni non presenti alla conferenza.
Il Collegio ha richiamato l’art. 14-ter, comma 7, della Legge n. 241/1990, precisando che l’assenza comporta assenso nei seguenti casi:
- mancata partecipazione alle riunioni;
- partecipazione senza espressione di posizione;
- dissenso non motivato o su questioni estranee all’oggetto.
Tuttavia, tale assenso va interpretato alla luce dell’oggetto della conferenza: nel caso esaminato, la riunione era convocata per valutare l’annullamento dell’autorizzazione unica, quindi l’assenza equivale a silenzio-assenso rispetto all’annullamento, non alla sua conferma.
Riflessioni conclusive: l’importanza della sentenza per PA e operatori
La sentenza si inserisce in un’ampia casistica applicativa della conferenza dei servizi, fornendo precisazioni fondamentali sull’esercizio del potere di autotutela da parte della PA.
Si tratta di chiarimenti di grande rilievo pratico per:
- Pubbliche Amministrazioni;
- tecnici e professionisti del settore urbanistico, commerciale, ambientale;
- operatori economici coinvolti in procedimenti autorizzativi complessi;
- giuristi e studiosi del diritto amministrativo.
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