Obbligo di pubblicazione degli incentivi tecnici ai dipendenti: chiarimenti ANAC e limiti di tutela della privacy

Con il parere del 23 luglio 2025 (fasc. n. 2764/2025), l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha fornito importanti chiarimenti sugli obblighi di pubblicazione dei dati relativi agli incentivi tecnici riconosciuti ai dipendenti delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti concedenti.
Il quadro normativo di riferimento
La questione si inserisce nell’ambito della disciplina sulla trasparenza amministrativa prevista dal d.lgs. 33/2013.
In particolare, l’art. 18 stabilisce che le amministrazioni debbano pubblicare, per ciascun dipendente, l’elenco degli incarichi conferiti o autorizzati, con l’indicazione del nominativo, dell’oggetto, della durata e del compenso spettante.
L’ANAC, già con le delibere n. 1310/2016 e n. 1047/2020, aveva chiarito che anche gli incentivi tecnici rientrano tra le fattispecie soggette a pubblicazione. Il nuovo parere conferma e rafforza questa impostazione.
Modalità di pubblicazione
Secondo ANAC, i dati devono essere resi disponibili nella sezione:
“Amministrazione trasparente → Personale → Incarichi conferiti e autorizzati ai dipendenti”.
La forma consigliata è una tabella che riporti in modo chiaro:
- il nominativo del dipendente interessato (dirigente e non dirigente);
- l’oggetto dell’incarico legato all’incentivo;
- la durata;
- il compenso corrisposto.
Tali informazioni possono essere estratte dalle determine dirigenziali di liquidazione degli incentivi, ma non devono coincidere con la pubblicazione integrale degli atti amministrativi.
Trasparenza e privacy: il bilanciamento necessario
Un aspetto centrale del parere riguarda il rapporto tra l’obbligo di trasparenza e la tutela dei dati personali.
Il Garante per la protezione dei dati personali, con parere del 10 marzo 2025, ha infatti segnalato che la diffusione indiscriminata di documenti integrali contenenti dettagli sulle attività lavorative e sulle retribuzioni potrebbe esporre i dipendenti a un’irragionevole ingerenza nella propria sfera economica e patrimoniale.
Il principio ribadito è che la trasparenza non deve tradursi in una pubblicità sproporzionata dei dati personali, soprattutto quando si tratta di soggetti che non rivestono posizioni apicali o incarichi politici.
Pertanto, il parere ANAC circoscrive l’obbligo alla pubblicazione dei soli dati essenziali, escludendo la necessità di rendere disponibili determine di liquidazione, schede di ripartizione o altra documentazione di dettaglio.
Le implicazioni operative per le amministrazioni
Per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti questo chiarimento rappresenta un duplice vincolo:
- da un lato, assicurare la trasparenza delle somme liquidate ai dipendenti, permettendo ai cittadini di esercitare l’accesso civico semplice e un controllo sociale sulle risorse pubbliche;
- dall’altro, tutelare la riservatezza dei lavoratori, evitando di divulgare informazioni non strettamente necessarie.
Le amministrazioni dovranno quindi predisporre elenchi periodici aggiornati, estrapolando dalle determine i dati rilevanti e pubblicandoli in forma tabellare, così da rispettare sia gli obblighi di legge sia i principi di proporzionalità e minimizzazione previsti dal GDPR.
Conclusione
Il parere del 23 luglio 2025 conferma un orientamento ormai consolidato: la trasparenza sugli incentivi tecnici è un obbligo non più discutibile. Tuttavia, essa deve essere esercitata con equilibrio, nel rispetto dei diritti dei dipendenti e dei limiti fissati dalla normativa sulla protezione dei dati personali.
Per le amministrazioni, ciò significa organizzare processi interni chiari di raccolta, estrazione e pubblicazione dei dati, garantendo al tempo stesso la massima accessibilità per i cittadini e la necessaria tutela per i lavoratori coinvolti.



